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Si lancia nel vuoto con la figlia Omicidio-suicidio in una casa famiglia

Published on 16 febbraio 2012 by in Cronaca

Una donna di 33 anni si è uccisa buttandosi dalla finestra con la piccola di 4 anni. Entrambe sono morte sul colpo

Una donna di 33 anni in cura presso la casa famiglia Opera Pia Viretti, in strada San Vincenzo 137 a Torino (precollina), si è lanciata dalla finestra della struttura con in braccio la figlia di 3 anni. La mamma e la bimba sono morte sul colpo.
Alle spalle della donna una storia familiare difficile legata ai due figli, di 14 e 15 anni, avuti da una precedente relazione, ospiti in un’altra struttura protetta per adolescenti. Situazione che, a seguito di alcuni accertamenti da parte del tribunale dei minori, portò la donna a essere ospitata con la bambina nella struttura. La donna e la piccola si trovavano presso l’Opera Pia Viretti dal gennaio del 2011. Stando ai racconti del compagno e papà della bimba, la donna avrebbe manifestato più volte segnali di malessere. «Negli ultimi gioni, più volte ho chiesto di parlare con l’assistente sociale, ma sono stati ignorato» si sfoga l’uomo, tra le lacrime. Segnali d’allarme che non sarebbero stati interpretati a dovere, come ritiene anche l’avvocato della famiglia, Maurizio Vecchio, che ha chiesto il sequestro delle cartelle cliniche.
Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della compagnia Mirafiori agli ordini del capitano Filippo Vanni. Il caso è stato affidato al pm Dionigi Tibone.

 
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Un mese fa il naufragio davanti all’isola del Giglio

Published on 12 febbraio 2012 by in Cronaca

Il ricordo delle vittime, il ruolo del comandante Schettino

Un mese, domani. Il 13 gennaio naufragava la nave Costa Concordia, ma naufragavano anche 17 vittime accertate , mentre 15 persone appartengono ancora alla lista dei dispersi. Il comandante Francesco Schettino – agli arresti domiciliari a Sorrento per omicidio colposo plurismo, disastro colposo e abbandono della nave – è divenuto tristemente famoso in tutto il mondo: la telefonata con De Falco quella maledetta notte (con l’ordine ormai arcinoto “Risalga a bordo, c….”) e il video di Canale 5 con quel “Vabbuò” quando un ufficiale gli comunica che i passeggeri disperati si stanno calando da soli nelle scialuppe, lo ritraggono in un atteggiamento imcomprensibile. In mezzo ci sono la bella moldava Domnica Cemortan, il ruolo della compagnia di navigazione e tanto dolore. Quello di chi ha perso un parente o un amico. E non è escluso che presto non arrivino altri colpi di scena.

 
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Catania a valanga, poker al Genoa

Published on 12 febbraio 2012 by in Calcio

I siciliani passeggiano e tornano alla vittoria dopo quasi due mesi. Decidono Lodi, Barrientos (2 gol) e Bergessio. Atalanta-Lecce, la sfida finisce senza gol

Il Catania cala il poker e cancella il Genoa. I siciliani passeggiano con un travolgente 4-0 e conquistano 3 punti d’oro. La formazione di Montella, a quota 27, torna alla vittoria dopo quasi 2 mesi e si allontana dalle zone calde della classifica. Il Genoa, fermo a 30, conferma una volta in più la propria fragilità difensiva. Le carenze dei liguri sono evidenti sin dai primissimi minuti. Il Catania carica dal fischio d’inizio e sfonda già al 7’.
Gomez si procura un calcio di rigore indiscutibile, Lodi va sul dischetto e spiazza Frey: 1-0. Il vantaggio non sazia i padroni di casa che continuano a spingere. Per 20 minuti, si vede solo una squadra in campo. Il Genoa fatica ad entrare in partita e prova a farsi vivo solo con velleitarie conclusioni dalla distanza. Bisogna aspettare il 25’ per vedere la prima occasione ligure. Granqvist colpisce di testa sulla punizione di Jankovic, Kosicki è attento e para.
È colossale, dall’altra parte, la chance a disposizione di Barrientos al 36’: è un rigore in movimento, ma il pallone finisce fuori. Barrientos si fa perdonare al 49’. La difesa del Genoa combina un disastro, stavolta il numero 28 rossoazzurro non può proprio sbagliare: Frey è immobile, 2-0. Il copione si ripete al 52’: altra dormita della retroguardia ligure, Barrientos firma il 3-0. La festa siciliana continua con la partecipazione di Bergessio, che completa il poker al 62’: 4-0, sipario.
A Bergamo, finisce senza reti la sfida tra gli orobici e i salentini del Lecce, un punto che permette ad entrambi di fare un passettino avanti in classifica. Domani si completa il programma della giornata con due posticipi: il Napoli affronta in casa il Chievo, mentre la Roma sarà di scena a Siena.

 
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Colpo del Novara, sbancato San Siro

Published on 12 febbraio 2012 by in Calcio

Caracciolo schianta i nerazzurri: per Mondonico è la prima vittoria

Se Moratti era furibondo dopo la partita all’Olimpico, in questo gelido pomeriggio a San Siro la sua ira si sarà trasformata in amarezza e incredulità: perchè è davvero sconfortante osservare una squadra dalle grandi potenzialità alzare bandiera bianca e farsi umiliare in casa propria dagli ultimi in classifica del Novara e per di più senza approfittare della superiorità numerica dopo l’espulsione di Radovanovic.
Emiliano Mondonico imprime al gruppo la forza e la grinta con la quale ha combattuto la sua terribile malattia e mette in campo una squadra attenta con una difesa coriacea, capace di arginare gli attaccanti nerazzurri e pronta a rimettere in moto i propri bomber, il tandem Caracciolo-Jeda. L’Inter si è mostrata scialba, opaca, superficiale. Sneijder è deludente come molti altri tra cui tocca citare Ricardo Alvarez. La difesa, continuamente rimaneggiata, perde smalto e lucidità ma, nel complesso, nessuno ha brillato. La Waterloo di Gasperini fa il paio con la bruciante sconfitta di oggi e Ranieri ha più di qualcosa da rimproverarsi. E lo sottolineano i tifosi che lo contestano aspramente quando sostituisce Poli con Forlan il quale lascia molto a desiderare. Davvero lontano una eternità da Samuel Etòo. La Nord si lancia in cori anti-Ranieri e contro Capello. Un clima pesante in cui tutti vengono messi in discussione.
Se il buongiorno si vede dal mattino, l’Inter si presenta con un modulo cosiddetto ad albero di Natale con il duo Sneijder-Alvarez schierato dietro Milito. Sull’altro fronte, Mondonico è consapevole del fatto che – se vuole vincere – deve giocare una partita difensiva e lasciare spazio al contropiede. Il trequartista della ’discordià fa molto movimento, cerca il tiro dalla distanza al 7’ e al 9’ con una botta da trenta metri, deviata in calcio d’angolo deviata da un insuperabile Ujkani. Sgroppata di Chivu che vuole mettersi in evidenza, poi ancora un tiro-cross di Sneijder. Caracciolo sta bene e ci prova già al 22’. Al 36’ un episodio chiave: Garcia aggancia da dietro Poli in area ma l’arbitro (Carmine Russo della sezione di Nola), lascia correre. Uno spartiacque della sfida. L’Inter arranca con Stankovic stanco e nervoso, Sneijder cerca a tutti i costi l’affermazione personale ma appare in crescita, Chivu si perde con il passare dei minuti. Volenteroso Lucio che cerca di cancellare la vergogna di Roma. Pesa l’assenza di Samuel ma le crepe diventano voragini anche a centrocampo che non costruisce niente.
La squadra è spezzata in tre tronconi e soprattutto Alvarez si conferma un pessimo affare: indifferente alle indicazioni, vaga per il campo come un’anima in pena. Milito sta bene ma di palloni giocabili ne riceve veramente pochi. Nervosismo in campo e sugli spalti. Il risultato non si sblocca. Si torna in campo con Pazzini al posto di Alvarez ma all’11’ arriva la classica doccia scozzese: l’Inter è proiettata in avanti e incredibilmente il gol del Novara arriva dopo un calcio d’angolo battuto da Sneijder e una splendida conclusione parata da Ujkani. Il pallone finisce agli avversari con uno scatenato Jeda che serve Caracciolo il quale mette dentro con sinistro a giro. La difesa nerazzurra lascia spazio a entrambi che ne approfittano con cinismo e concretezza.
Ranieri tenta la carta della disperazione con un inguardabile Forlan al posto di Poli. Fischi e insulti dagli spalti. Il Novara si difende strenuamente e, forse, era l’unica cosa da fare. Riuscire a non subire gol: la squadra di Mondonico è andata oltre, riuscendo anche a segnare. L’Inter, brutta e senz’anima, noiosa e prevedibile, senza estro, nè genio deve fare autocoscienza perchè non riesce ad approfittare della superiorità numerica: Radovanovic viene espulso per doppia ammonizione. L’Inter sfiora soltanto il gol del pareggio con un tiro di Sneijder che impatta sulla traversa. Ultima occasione persa per Pazzini. Una sconfitta che brucia e tanto: in questo risultato umiliante per i campioni del Triplete ci sono tanti elementi. Gli errori di mercato, l’assenza di rinnovamento, l’instabilità sulla panchina dove sono sempre gli allenatori a pagare il conto salato. Lo ha detto Gasperini e, forse, bisogna anche saper ascoltare.

 
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Streaming partite 12/02/2012

Published on 12 febbraio 2012 by in Calcio, Sport
 
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“Il posto fisso è monotono”,un attivista risponde (video)


“Io non sono un tipo che si abitua, Mario.
Sarà che sono fatto male, che ho dei problemi… ma non mi abituo.
Sarà che son strano e il calcio non m’interessa. Non mi interessa il gossip e sono refrattario allo stile di vita che pubblicità e talk show cercano velatamente di iniettarmi nelle vene.
Certo, ho altri interessi… molto strani e socialmente poco rilevanti come la musica, la scrittura, la poesia… e l’attivismo. Sì, lo ammetto, sono colpevole: mi informo e faccio informare gli altri. Su che cosa? Su tutto quello che i media tacciono e che distorcono. E devo essere sincero: c’è tanto materiale!



Tornando a noi, Mario… non ti dispiacerà se ti chiamo Mario… E non “presidente” o magari “onorevole”. Il fatto è che io non ti ho votato e quindi non sei il mio presidente. Lo sarai di chi ti ha votato, ma non mio… ah, scusa, nessuno ti ha votato, dimenticavo. E per quanto riguarda l’onorevole: io non uso quella parola. Ma, se la dovessi usare, la userei per qualcuno che ha dimostrato onore. E tu non rientri nella lista. Tornando a noi, dicevo, io non sono un tipo che si abitua, ma sono un tipo che nota le cose. Vedi, ci sono degli animali che per attaccare la preda si avvicinano molto lentamente per non essere notati e poi la azzannano. Lo fanno per sopravvivere, per necessità. Gli uomini, alcuni uomini, pur non agendo per necessità, riescono a fare “di meglio” perché sanno parlare e sanno fingere. Quindi ci sono uomini potenti che per ottenere quello che vogliono hanno imparato che non si può piegare un popolo usando la forza. Altrimenti questo, a lungo andare forma delle resistenze. Allora si ricorre a mezzi un po’ più subdoli: li si fa abituare. Passo dopo passo: una carezza oggi, un buffetto domani, uno schiaffetto più in là… magari ci si inventa qualcosa che li convinca che è per il loro bene, che è necessario… una guerra, un attentato terroristico, una crisi economica… e magia! Ti ritrovi a spezzargli la schiena senza che loro battano ciglio… anzi magari ti ringraziano pure.


Come ti dicevo io non mi abituo. Non mi abituerò a uno Stato governato da una persona che nessuno ha votato. Non mi abituerò ad accettare come Presidente del Consiglio una persona che lavora per delle oligarchie occulte come il gruppo Bilderberg. Non mi abituerò mai ad accontentarmi con un sorriso a denti stretti della miseria che ci fate piovere dall’alto perché so che la ricchezza e la miseria di cui parlate non esistono: sono le persone a dare valore alle cose, non il contrario. So che ci sono abbastanza risorse per tutti, in Italia e nel mondo, ma che la finanza e l’economia che vi siete inventati ci giocano su perché tutto finisca nelle mani di pochi, mentre tutti gli altri rimangono ad azzannarsi nell’arena sanguinaria ma politicamente corretta chiamata mercato. Non mi abituerò a un’Italia fatta a pezzi con la scusa delle “Privatizzazioni necessarie” perché so che in realtà è una svendita, un ricatto per ripagare il debito colossale e inestinguibile che voi avete contratto con dei banchieri privati. Loro sono furbi non vogliono soldi, vogliono le nostre istituzioni, il controllo totale. Non mi abituerò ad avere paura dei mostri di carta che avete inventato, come il terrorismo di Al Qaeda, tanto da piagnucolare protezione e arrivare a chiedere uno stato di polizia o addirittura farmi impiantare un chip sottopelle per essere sempre rintracciato. E che dire dell’essere controllato ai limiti della follia con la scusa della lotta all’evasione fiscale: so benissimo che è solo una questione di controllo e non economica perché i veri evasori non li toccate mai! 


Perciò mi dispiace caro Mario, ma io, e molte altre persone come me, non ci abitueremo mai. Non mi abituerò ad essere precario, a vivere di stenti, ammazzarmi di debiti, neanche se a dirmelo sei tu con la tua faccia tosta da senatore a vita (cazzo dev’essere noioso!) il tuo stipendio da 5 zeri e le compagnie segrete che frequenti e a cui stai svendendo l’Italia. Dovresti tu abituarti ad essere precario… goditela finché puoi, vai ai talk show, sentiti con i tuoi amici al Bohemian Grove, salutami Moloch… non durerà ancora a lungo”.

 
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Getta il figlio di due anni nel Tevere “La madre non me lo faceva vedere”

Published on 4 febbraio 2012 by in Cronaca

L’uomo si è allontanato da casa con il bambino dopo un litigio con la compagna, poi il folle gesto

Una tragedia ha squarciato il candore di una Roma surreale coperta dalla neve: in crisi con la moglie, prende il figlio di 16 mesi e lo getta nel Tevere, davanti agli occhi atterriti di numerosi testimoni.
“Non me lo facevano vedere”, ha detto il ragazzo ai carabinieri che lo hanno fermato per omicidio volontario aggravato. La coppia era in crisi, entrambi romani, coetanei 26 anni, disoccupati, lui con precedenti penali per droga, da tempo litigavano, e lei pensava alla separazione. In mezzo il figlio di pochi mesi.
Da ieri la madre è ricoverata in ospedale per accertamenti sanitari, e il piccolo è rimasto con la nonna. Stamattina, intorno alle 6, il 26enne ha fatto irruzione nella casa dell’anziana, in via degli Orti d’Alibert, sul Lungotevere Gianicolense, e ha strappato il piccolo dal suo lettino. Inutili i tentativi di fermarlo della donna, di altri familiari in casa, dei vicini accorsi alle urla: è scappato via, portando con sè il bambino. Si è allontanato con il bimbo fra le braccia, ed è arrivato vicino Ponte Mazzini, dove lo ha visto un agente della penitenziaria, mentre alcune donne, familiari del piccolo, lo inseguivano gridando.
L’agente ha tentato di avvicinarsi per bloccarlo, ma il 26enne, si è avvicinato al parapetto del ponte, ha sollevato in aria il bambino, che piangeva, e lo ha lanciato di sotto, 20-30 metri. Il piccolo è scomparso in un attimo, inghiottito dalle acque gelide. Il 26enne è scappato a piedi, è stato fermato poco dopo a Testaccio, dai carabinieri del nucleo Radiomobile. I militari lo hanno chiamato per nome, si è voltato, lo hanno raggiunto e ammanettato. Appariva freddo e lucido, silenzioso. Portato in caserma avrebbe confessato, «non me lo facevano vedere». E’ ancora in caserma, sottoposto a fermo per omicidio aggravato. I sommozzatori stanno cercando il corpo del bambino nel Tevere, ma «è impossibile che sia sopravvissuto». «Una tragedia – dicono a mezza voce i carabinieri che sono intervenuti – che ci ha sconvolto, una follia lucida che ha come squarciato questa Roma così bella coperta di neve. Ora la speranza che resta è trovare il corpo del piccolo, per dargli una sepoltura, almeno una tomba dove la madre possa piangerlo».

 
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Sei nazioni, debutto amaro per l’Italia

Published on 4 febbraio 2012 by in Sport

A Parigi i francesi si prendono la rivincita sugli azzurri: 30-12

L’Italia del rugby riconsegna il trofeo Garibaldi alla Francia. Nel gelo di Parigi il Sei Nazioni 2012 comincia con i vice-campioni del mondo che si prendono la rivincita sugli azzurri dai quali erano stati clamorosamente battuti al Flaminio. Così la Francia riconquista la Coppa intitolata all’eroe dei due mondi, superando una squadra che pur avendo cambiato tecnico ricade negli errori di sempre. Quella di Brunel è un’Italia che regge per 50 minuti, e ricomincia la serie delle onorevoli sconfitte dei tempi di Mallett e dei suoi predecessori. Dà comunque l’impressione di aver cambiato atteggiamento («la mentalità è quella giusta», sottolinea nel dopo-partita il ct) cercando un rugby più offensivo e provando un gioco alla mano nel quale però manca di precisione nella trasmissione dell’ovale. Nella metà iniziale del primo tempo mette alla frusta i francesi, ma non sfrutta a dovere il ’possessò del territorio avversario e col passare del tempo torna alle vecchie brutte abitudini, ossia quegli errori in difesa che non riesce a non commettere, croce di sempre dell’Italrugby, e paga dazio regalando due mete agli avversari. Nei primi 40’ è un’Italia che attacca in linea quando non te l’aspetti, ma non è cinica – quindi non capitalizza – ed è ingenua nell’aprirsi in occasione delle uniche azioni manovrate dei francesi: in particolare quando permette a Rougerie di andare in meta, dopo che Ghiraldini manca il placcaggio.
Gli azzurri giocano bene in mischia, come sempre, si fanno valere in touche rubandone un paio alla Francia; ma nelle azioni offensive sono poco pericolosi in quanto troppo lenti nella manovra alla mano. Piace comunque il loro atteggiamento, non è più un’Italia sostanzialmente sulla difensiva come quella di Mallett. Viene tenuta in partita dalla precisione di Burton, mediano d’apertura dai natali australiani ma con i nonni abruzzesi di Luco dè Marsi. Suo è il drop del temporaneo 3-3, e poi il calcio piazzato del 10-6 che al 29’ illude l’Italia: quello dello Stade de France non sembra un match già finito prima di cominciare. Ma al 35’ Malzieu agguanta l’ovale in uscita da una mischia, si fa mezzo campo di corsa e vola in meta eludendo nell’ordine le braccia di Parisse, Masi e Gori (inutile il suo tentativo di placcaggio). È un momento cruciale anche se il ’cecchinò di origine georgiane Yachvili sbaglia la trasformazione, perchè una Francia con poco possesso del territorio prende il sopravvento su una rivale che non concretizza e si distrae nella fase difensiva. E poi rimane un altro difetto per il quale non è ancora stata trovata la cura: l’idiosincrasia alla meta dell’Italia, priva di qualcuno che abbia il talento e la forza per superare l’ultima trincea mettendo la palla tra i pali. Un esempio è quanto accade al 5’ della ripresa, quando c’è una volata di Mc Lean che fa il break centrale su assist di Gori, ma poi perde l’ovale a meno di 3 metri dalla meta. Subito dopo la Francia manca un ribaltamento di situazione con Clerc che vola dopo calcetto a scavalcare ma per fortuna degli azzurri non chiude ’vittoriosamentè solo a causa di un ’in avantì. Una scorrettezza transalpina trasformata da Burton dalla piazzola permette all’Italia di ridurre lo scarto (15-9) ma un fallo di Lo Cicero e la conseguente punizione di Yashvili rimettono i francesi sul +9. Poi Azzurra sembra aver finito la benzina ed un errore di Burton permette alla Francia di ripartire: Thrin-Duc calcia a seguire, Clerc raccoglie ed è la terza meta dei ’Coqs’.
È questo il segnale della resa, anche se Brunel prova a scuotere i suoi cambiando quattro giocatori, con l’equiparato Botes che esordisce andando all’apertura e trasformando una punizione. Ma è troppo poco per mettere in difficoltà una Francia che ormai ha eretto un’autentica linea Maginot contro gli azzurri che provano ad avanzare andando a sbattere sul muro dei 22 metri avversari. Arriva anche l’espulsione temporanea di Geldenhuys, che a quel punto diventa definitiva perchè mancano 9’ alla fine; poi c’è l’esordiente francese Fofana che va in meta con McLean che gli si avvinghia invano alle gambe. Lo Stade de France canta in coro la Marsigliese, la vergogna di 11 mesi fa è cancellata. L’Italia rientra a Roma a testa bassa ma guarda comunque con fiducia alla grande sfida di sabato prossimo contro l’Inghilterra, quando l’Olimpico si riempirà di 72mila persone che spingeranno gli azzurri sognando l’impresa più bella: superare i maestri inglesi.

 
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Allarme neve, il gelo fa otto morti Polemiche per Roma paralizzata

Published on 4 febbraio 2012 by in Cronaca

Lite Alemanno-Protezione civile. Nella capitale lunedì scuole chiuse. Odissea treni: centinaia bloccati in Abruzzo da 18 ore

Ancora forti disagi in Italia, soprattutto in Abruzzo e Molise, oltre che a Roma, a causa delle abbondanti nevicate.  Sarebbero almeno 8 i morti per il gelo. A Pietradefusi (Avellino) una donna di 46 anni, Anna Maria Di Cristo, è rimasta schiacciata sotto il peso della tettoia di una serra crollata a causa della neve.  Nell’aquilano un uomo di 34 anni è morto la scorsa notte nella propria auto a causa dell’esalazione di monossido di carbonio. L’uomo si era addormentato nell’ autovettura, impossibilitato a uscire per le condizioni meteo proibitive.  Carmelo Renzi, 68 anni, è stato trovato morto nella sua auto parcheggiata in piazza a Sant’Agapito (Isernia). L’arresto cardiaco che ha provocato il decesso è stato provocato da un infarto. Due scialpinisti, Hubert Leitgeb di 46 anni e suo cognato Lorenz Keim di 43, sono rimasti uccisi, travolti da una valanga caduta a Passo Stalle, in Alta Val Pusteria, al confine con l’Austria.  Domenico Martino, 62 anni è morto schiacciato da un capannone agricolo crollato nel pomeriggio a Frosinone sotto il peso della neve.  Una clochard di 48 anni, ucraina, è stata trovata morta in una baracca ad Ostia (Roma). La donna era avvolta in un sacco a pelo. Un uomo di origine tedesca è stato trovato morto all’esterno della rocca medievale di Castiglione del Lago (Perugia).
Il Centro e il Sud Italia sono in gran parte sotto la neve e ora a preoccupare è il rischio ghiaccio. Ma le maggiori difficoltà al momento riguardano la circolazione sulle autostrade e sulla rete ferroviaria. Il Viminale ha lanciato, anche oggi, l’invito ad automobilisti e tir di evitare di viaggiare nelle regioni del Centro. A Roma, oltre la neve, fioccano le polemiche. Lunedì le scuole resteranno ancora chiuse.  Nella capitale lo scontro è tra il sindaco Gianni Alemanno e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Tutto è cominciato con la richiesta, da parte del primo cittadino, di una commissione d’inchiesta «perché non c’è stato un servizio di previsioni adeguato» e perchè la situazione è stata «largamente minimizzata». «Il sindaco di Roma aveva pienamente compreso le previsioni meteo per la Capitale», replica Gabrielli. Secca la stoccata di Alemanno: «Io le conoscevo le previsioni, Gabrielli no: le previsioni meteo della Protezione civile prevedevano massimo 35 millimetri di neve per la giornata di ieri». E poi fa un appello ai romani alla collaborazione: «prendete le pale e liberiamo tutti la città».
Intanto la città si è svegliata sotto una spessa coltre di neve. Il Grande raccordo anulare è stato riaperto: anche qui obbligo catene. Chiuso il tratto urbano della A24, da Lunghezza alla tangenziale. Intanto sono numerosi i voli cancellati all’aeroporto di Fiumicino dove un migliaio di passeggeri attendono taxi che non arriveranno mai. Cancellati anche i convogli no stop in partenza da Roma Termini per per l’aeroporto. Sbloccata la situazione dei treni pendolari fermi la scorsa notte a Cesano e Zagarolo ma non per i circa passeggeri del regionale Roma-Pescara fermo da ieri pomeriggio a Tivoli. La Regione Lazio per voce dell’assessore ai Trasporti Francesco Lollobrigida tuona: «Trenitalia ha abbandonato i passeggeri». In un paesaggio inusuale per la Capitale, taxi e bus sono introvabili. Attive le metro A e B così come il servizio urbano, ma non quello extraurbano, della Roma-Viterbo. Sospesa la Roma-Cassino. Attiva la ferrovia Roma-Lido con un treno ogni 30 minuti. La rete tram è parzialmente non attiva.
Un treno, con circa 150 persone, è bloccato alla stazione di Carsoli dalle 17 di ieri. Un altro centinaio, tra cui anziani, bambini ed una donna incinta, sono bloccate sul treno regionale Roma-Pescara, fermo dalle 17.30 di ieri nella stazione di Tivoli, in provincia di Roma. Notte al gelo, nel Casertano, per 15 passeggeri, tra i quali anche una signora disabile, per un treno partito da Napoli e diretto a Campobasso alle 17 di ieri. Si Internet sono tantissime le testimonianze dei passeggeri. Centinaia i messaggi arrivati nel forum de La stampa. Tra questi c’è quello di Claudia. Il suo fidanzato è bloccato sul treno verso Roma. «Dopo svariati tentativi riesco a prendere la linea con un’operatrice di Trenitalia – racconta -. Ahe, allibita da tale ritardo, non aveva informazioni da darmi, anzi ero io che le dicevo come stavano». Continua il black out elettrico in alcuni diversi paese dell’alta Valle Aniene: migliaia di abitanti sono al buio da ieri. Contrade isolate anche nell’Avellinese dove in alcuni punti la neve ha raggiunto i 70 centimetri. In Molise la neve ha continuato a cadere per tutta la notte: a Campobasso si sfiora il mezzo metro; continuano a lavorare i mezzi spartineve, ma la circolazione è paralizzata, le gomme termiche infatti in alcuni punti non bastano per riuscire a spostarsi. Bufera di neve su Ancona; nelle Marche ci sono zone con cumoli che arrivano fino ai 2 metri.
L’aeroporto di Falconara è chiuso, forti rallentamenti sulla A14. Nell’Urbinate è in arrivo l’esercito per via della neve che ha raggiunto i 2,5 metri di neve. Le nevicate hanno costretto la chiusura delle autostrade A25 Roma-Pescara e A24 L’Aquila-Teramo; chiusa anche la barriera Aurelia nord per ghiaccio sulla A12. In altre tratte, la circolazione è problematica e rallentata. Sul tratto toscano e quello bolognese dell’E45 sono interdetti al traffico causa forte nevicata in atto. Fra l’altro, è stato chiuso alla circolazione il raccordo autostradale Salerno-Avellino. Temperature in calo nelle ultime ore e neve sull’A3 al valico di Campotenese in Calabria. È stata ripristinata sulla A1 Milano-Napoli la circolazione ai mezzi pesanti sull’intera tratta tra San Vittore e Caianello, dopo la caduta di un cavo dell’alta tensione. Freddo e gelo in Umbria (-4 a Perugia) dove in nottata è stato chiuso il raccordo Terni-Orte a causa di alcuni mezzi pesanti che si sono intraversati. A Fiumicino si registra la cancellazione di diversi voli.
Al nord resta una temperatura polare. Milano il termometro è arrivato a -9, a Livigno -24; fino a -20 gradi in Valle d’Aosta. La bora a Trieste ha raggiunto i 130 km/h. In Emilia Romagna dopo qualche ora di tregua, ha ripreso a nevicare pressochè su tutta la regione dove nelle ultime 72 ore sono caduti anche oltre 70 centimetri di neve. Ma la situazione, spiega la Polstrada, non crea ancora particolari disagi al traffico, per altro molto limitato. Neve in mattinata anche al centro di Napoli. Gli oltre 22 passeggeri della nave Tirrenia, Civitavecchia-Olbia, e che a causa del forte vento ha urtato in banchina riportando un lungo squarcio, arriveranno in giornata con altre due navi. Sono circa 160.000 le utenze fuori servizio nel Centro-Sud Italia su 5,7 milioni di forniture gestite da Enel nelle Regioni Lazio,Abruzzo,Molise,Campania. Lo afferma l’Enel che evidenza come la società al lavoro con 1000 uomini a presidio di oltre 200.000 chilometri di rete elettrica in media e bassa tensione interessata dal maltempo.

 
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F2012, svelata la Ferrari del riscatto Montezemolo: “Ora torniamo al top”

Published on 3 febbraio 2012 by in Formula 1

Presentata la nuova monoposto. Il patron del Cavallino: «C’è tutto per ritornare ai massimi livelli». Alonso: «Puntiamo al Mondiale»

F2012: è questo il nome della nuova Ferrari che quest’anno andrà a caccia del riscatto nel mondiale di F1. La nuova monoposto è stata svelata a Maranello, in diretta video Web, da Felipe Massa e Fernando Alonso. La F2012 è la cinquantottesima monoposto costruita dalla Ferrari per partecipare al Campionato del Mondo di Formula 1. Riprendendo una tradizione consolidata, il nome della vettura richiama l’anno di costruzione.
Alonso: “Puntiamo al titolo”
Il Cavallino non nasconde la voglia di riscatto dopo una stagione opaca. Le prime parole dopo aver tolto il telo rosso dalla monoposto sono di Domenicali, direttore della gestione sportiva: «Speriamo che la F2012 sia subito competitiva e vincente. Dietro la F2012 ci sono state «scelte difficili, che rappresentano però il nostro modo di guardare avanti. Dal punto di vista tecnico ci sono tante novità, sia a livello meccanico che di forme, abbiamo voluto una discontinuità e speriamo che ci porti le prestazioni che noi tutti vogliamo. Abbiamo solo 12 giorni per provare la macchina, per testarne le caratteristiche, l’affidabilità, per provare i nuovi pneumatici», ha continuato Domenicali.
Massa: “Puntiamo al titolo”
Massa ha tanta voglia di ripartire dopo un anno negativo: «Sono molto motivato, sento che quest’anno posso fare bene». Alonso dovrà tornare alla lotta per il titolo: «Obiettivo? Lottare per il Mondiale, cercare di fare più punti e fare delle vittorie: guidare una Ferrari comporta sempre la responsabilità di vincere. Ci aspettano 2 mesi di preparazione molto intensa prima del Gp d’Australia che aprirà la stagione. Dobbiamo essere sempre ottimisti e fiduciosi e cercare di ottenere il massimo per il Mondiale piloti e costruttori», ha spiegato Fernando.
Montezemolo: “Tornare al top”
«Siamo di fronte a una stagione molto importante, una stagione nella quale tutti noi vogliamo tornare ai massimi livelli. Vogliamo vincere. E abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Il team ha lavorato molto bene nel miglioramento della monoposto, abbiamo curato tutti i dettagli e vogliamo che il rosso prevalga», le parole di Luca Cordero di Montezemolo, in un video trasmesso alla cerimonia di presentazione.
Domenicali: “Scelte che puntano a privilegiare le performance”
«Proprio bella non è. Ma la bellezza dal punto di vista estetico non è fondamentale. Certe linee sono dettate dal regolamento, altre dalle scelte che puntano a privilegiare la performance aerodinamica». La nuova Ferrari F2012 magari non strega per le sue qualità estetiche. Al team principal Stefano Domenicali, però, interessa soprattutto che la nuova rossa sia veloce. «Ho visto una macchina spinta all’estremo su tutti i fronti: meccanico, tecnico e spero anche aerodinamica. La prestazione ci dirà se il progetto, discontinuo rispetto al passato, sarà premiato. Non c’è nemmeno bisogno di dire quale sarà l’obiettivo del 2012. Se avremo una monoposto competitiva dall’inizio, potremo lottare fino in fondo: non aggiungo altro», dice Domenicali. «Ho visto i nostri piloti molto carichi. La stagione sarà importante per entrambi, magari in maniera diversa per ciascuno».

 
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